venerdì 8 aprile 2011

CQ Japan



Tutte le volte che capito all'estero cerco di comprare le riviste radioamatoriali locali, ben sapendo che l'esercizio,  molte volte somiglia piu' alla sigint che non alla comint. L'edizione giapponese di 'CQ', che mi ostino a comprare tutte le volte che capito da queste parti, rientra sicuramente in questa casistica (ma anche la tedesca 'funkamateur' non scherza). Che me ne faccio? Intanto si possono guardare le figure,  sia degli articoli che,  soprattutto,  della pubblicita. I primi talvolta lasciano trasparire il senso,  anche perche' con una certa frequenza la lingua giapponese ha assorbito termini e sigle che non vengono neanche traslitterati in kanji. Per esempio il codice q,  i modi di emissione  e i nominativi sono sempre in caratteri latini. Come dicevo nel post precedente i grossi prodotti sono ormai globalizzati, ma specie tra gli accessori qualcosa di inedito si trova quasi sempre, come per esempio le antenne della Hikada (www.hikada.com) o i lineari 'da vacanza', così definiti dal produttore Thamway (www.thamway. con. Jp). Dal contesto si comprende come la portabilita sia un tema rilevante per il mercato,  visto che anche la più nota Tokyo Hy-Power (www.thp.co.jp) rappresenta i propri amplificatori in uno scenario di coda per l'imbarco all'aeroporto.

Il numero di aprile pubblica uno speciale 'qrp', con una rassegna di apparecchi e personaggi.  Di qui si apprende per esempio come esista in ja attività sui 50mhz in am. I filmati su youtube mostrano sovente attivita' contest in fm su vhf e superiori, forse spiegando come mai la produzione di apparecchi base dedicati alle bande alte langua da diversi anni, se escludiamo quelli che fanno 'anche' v e u.

Come nota di italianita', nella rubrica dx si parla delle attivazioni 1a0km e, con due pagine dedicate, dell'evento dxcoffee t70dxc.

Sarebbe molto interessante l'articolo sul primo qso eme usa-giappone,  ma chi ci capisce nulla. .. 

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