sabato 17 marzo 2012

infiniti passaggi

Il progetto del rotore az/el si sta trascinando da tanto tempo che sembra un po' la fabbrica di San Pietro. In realtà il poco tempo libero deve coniugarsi con una serie di elementi lunghissima da mettere in fila.
Il controller basato su Arduino deve colloquiare col pc in qualche modo, che sia seriale o usb. Dal mio shack alle antenne ci sono circa 35 metri di cavo e provare in usb non mi sembra neanche il caso. 
D'altro canto, sperando che sia ancora sano, ho ancora un cavo di rete che arriva sul tetto, dai tempi in cui giocherellavo con il wifi e avevo piazzato un WRT54 remoto. Sperando che il cavo sia ancora buono, ho rispolverato l'NSLU2 che giaceva inutilizzato nell'armadio, con l'idea di utilizzarlo come piattaforma remota cui connettere il controller.
L'NSLU2, detto anche "Slug", una volta flashato con OpenWRT supporta SOCAT, un piccolo demone che permette di fare bridging tra tcp e porta seriale. 
In questo modo:
  1. sul pc in stazione gira ROTCTLD, in attesa dei comandi da qualsiasi software che supporti Hamlib;
  2. ROTCTLD pensa di trasferire i comandi al controller connesso sulla porta seriale;
  3. in realtà i comandi finiscono su un device virtuale creato dal client SOCAT, che attraverso la connessione di rete li manda all'NSLU2;
  4. sul NSLU2 il server SOCAT riceve i pacchetti via rete, e li riversa sulla porta seriale rappresentata dall'Arduino;
  5. infine il controller fa il proprio lavoro.
I comandi associati sono questi, just in case:
Slug:
socat tcp-l:54321,reuseaddr,fork file:/dev/ttyUSB0,nonblock,waitlock=/var/run/ttyUSB0.lock
PC per la creazione del device:
socat pty,link=$HOME/rotore0,waitslave tcp:<indirizzo NSLU2>:54321
Hamlib / ROTCTLD:
rotctld -m <codice rotore> -r $HOME/rotore0
Solo scoprire quale versione di firmware alternativo per l'NSLU2 fosse idonea è stata una piccola avventura in sé, essendo ormai un dispositivo obsoleto. Alcune distribuzioni non dispongono di SOCAT precompilato, mentre altre portano a dei vicoli ciechi per quanto riguarda l'installazione.

Da ultimo rimaneva da risolvere il problema del bottone on/off, giacché il simpatico apparecchietto normalmente non si riaccende da solo quando gli manchi l'alimentazione. Fortunatamente anche per questo si trovano in rete soluzioni già elaborate ed ho scelto di implementare la #10, che funziona senza problemi.
Ma come facevamo prima di internet?

Aspettavo fiducioso il lancio del RaspberryPI, con l'intenzione di compilarci hamlib e far girare direttamente tutto in remoto, ma come sappiamo la commercializzazione finora è stata un disastro. Le ultime notizie da parte di RS, che non ha concesso ordini all'Italia in prima battuta, sono che prima o poi ne potrò ordinare un esemplare (ma uno solo, eh!).

martedì 6 marzo 2012

Inseguire i satelliti 2

Il progetto procede ed è ormai completamente funzionale.
Nel mezzo ci sono state alcune battute d'arresto legate a inconvenienti stupidi: per esempio un cavo dei sensori che fa contatto a intermittenza (ma non quando lo controllate col tester!) puó far perdere una settimana come niente quando avete meno di un'ora al giorno da dedicare all'hobby.
In ogni caso tutta esperienza che entra.
 Questa è la piastra nella versione finale: l'Arduino Nano si puó montare direttamente su uno zoccolo per integrati (al centro a dx). 4 led segnalano le direzioni di movimento.
I sensori sono connessi attraverso due cavetti telefonici a 4 poli che portano alimentazione e comunicazioni i2c.
In basso a sx ci sono i due SSR con il condensatore bipolare necessario al rotore.
Al centro in alto l'integrato che controlla l'attuatore in cc.

domenica 18 dicembre 2011

Inseguire i satelliti - 1

Mi son messo in testa di costruire un sistema a basso costo di inseguimento per i satelliti.
Il progetto avrà una sua pagina su www.tarapippo.net, quindi non espando qui perché finirei per scrivere due volte le stesse cose.
Però intanto posto un video.

mercoledì 14 dicembre 2011

Antenna civetta

Qualche tempo fa ho avuto occasione di acquistare sul mercato del surplus un'antenna risonante sulle bande dei 78 e 380 MHz e dotata di antenna GPS preamplificata incorporata. Il prodotto dovrebbe essere questo, anche se le specifiche di lunghezza non coincidono.

Per una somma di poco superiore ai €20 si portavano via, oltre all'antenna, un duplexer per quelle bande e alcuni cavi di raccordo intestati BNC e SMA. Insomma un ottimo affare.
L'antenna, verosimilmente destinata alle vetture della Polizia, è virtualmente indistinguibile da una per autoradio. Così ho pensato di adattarla per l'uso sulle bande amatoriali in macchina, fornendo meno indizi a chi sarebbe felice di fregarsi le apparecchiature installate.

domenica 4 dicembre 2011

The Silent Listener - British Electronic Surveillance - Falkland 1982


Il mese scorso, vista la pubblicità su RadCom, l'ho subito ordinato. Per qualcuno appassionato di radioascolto e storia post WWII era irresistibile. La lettura è interessante, anche se dal punto di vista tecnico trapela molto poco. L'autore ha dovuto eliminare alcune informazioni ritenute ancora oggi delicate, ma qualche piccolo ragionamento si riesce a fare lo stesso.
Nel 1982 la squadra disponeva da poco tempo di ricevitori a larga banda (fino alle UHF) programmabili via calcolatore, nei quali venivano programmate di volta in volta le frequenze note per essere impiegate dalle apparecchiature nella disponibilità degli argentini. Le frequenze risiedevano su un database che consentiva di estrarre i dettagli relativi all'obbiettivo di turno (nazione, forza armata...). Presumibilmente le informazioni erano parte dell'apparato UKUSA/Echelon, inserite e consultabili da ognuno dei membri.
Sarebbero passati pochi anni prima che anche gli hobbysti avessero accesso a simili tecnologie: Yaesu FRG9600 e Icom R7000, controllabili via pc, uscirono sul mercato attorno all'85/86, stesso periodo in cui anche i primi Texas Instruments, Commodore, Sinclair e Apple comparivano negli shack. Tuttavia la combinazione radio/pc nelle attività di search/scan continua invece ad essere poco sfruttata, perdendo un sacco di opportunità.
A chi fosse interessato alla guerra delle Falkland raccomando anche il volume di Nigel West visibile in secondo piano nella foto, che fornisce informazioni complementari.

giovedì 17 novembre 2011

Basito dal dinosauro

Che non è un un basilisco, ma indubbiamente un bestione.
Stavo raccogliendo un po' di materiale in giro per una entry nel wiki di inascolto.com, nella fattispecie sulle caratteristiche delle diverse SDR disponibili sul mercato. Dopo le blackbox che da qualche tempo abbiamo iniziato a conoscere ed apprezzare, ho voluto verificare le specifiche dell'AOR5001, successore di uno dei progetti più apprezzati degli anni '90. Se la casa giapponese ha voluto ricreare il look dell'AR5000, infatti, ha previsto che i segnali ricevuti dalla radio possano anche essere processati esternamente ad essa attraverso uno stream I/Q, fornendo una soluzione accettabile anche a chi non riesca a staccarsi dal "manopolone".
Il concorrente diretto dell'AR5000, ai tempi, era l'Icom R8500. Anche la casa di Osaka ha da qualche anno un nuovo campione: l'R9500, quel gigante bianco da €11'000 (+IVA!) di listino dietro al quale tutti noi appassionati di radioascolto abbiamo sbavato un po' vedendolo esposto alle fiere di settore.

La visualizzazione dello spettro a schermo, tutti i gadget e i cataloghi puntano chiaramente ad un sacco di DSP all'interno. Le prese di rete e USB sono un'altra buona premessa... quanta banda posso trasferire al pc? ... sfoglia, spulcia... nulla.
Ma diciamo sul serio? Una radio top di gamma degli anni 2000 che costa più della mia automobile (da nuova!) non ha un'uscita I/Q? Vai a parlare di progettazione "vecchia".
In effetti qualcuno aveva già fatto degli ottimi ragionamenti sul tema: raccomando la lettura di questo articolo, traduzione nel per me più accessibile inglese rispetto all'originale apparso sulla rivista tedesca Radio-Kurier nel 2007: http://www.ab4oj.com/dl/misc/dinosaur_concepts.pdf

sabato 5 novembre 2011

Qualche esperimento sul FUNCube Dongle


Fin dai primi annunci ho pensato che il FCD sarebbe stato un grosso salto avanti per il radioascolto V/UHF: ampia copertura, prezzo abbordabilissimo e tutti i vantaggi di una piattaforma SDR, anche se dallo span limitato.
Non appena si è calmata la frenesia attorno ai primi stock, che si esaurivano in minuti, ho voluto acquistarne uno.
Capisco come il primo impatto possa essere stato un po' deludente per molti a causa del software non molto versatile. Poi sono usciti il supporto in SDRRadio.com e GNURadio a rilasciarne le potenzialità.
L'altro aspetto che ha lasciato perplessi molti è come l'apparecchio possa apparire sordo.
La costruzione minimalista in relazione alla copetura in frequenza e lo schema a blocchi lasciano però intuire come la radio non sia [molto] equipaggiata sul frontend. Mi sono fatto perciò l'idea che il problema sia la saturazione piuttosto che la poca sensibilità ed ho voluto verificarlo con qualche misura alla buona.

La schermata FFT di GNURadio aiuta ad apprezzare le variazioni con una risoluzione di almeno 5dB, quindi ho provato ad interporre un filtro notch 88-108 e l'attenuatore a passi di treacca già costruito per le gare di radiolocalizzazione.
Nella tabellina si può vedere il risultato delle varie prove, ordinato in base alla differenza Segnale-Rumore rilevata.
Inserendo una ventina di dB di attenuazione la ricezione migliora molto, abbattendosi il rumore assai più del segnale, con un miglioramento di ca 25dB nel rapporto S/N. Anche il notch 88-108 aiuta, ma evidentemente il problema non deriva unicamente da quella banda.
Di contro non sembrano portare significativi benefici nei confronti del rumore di fondo:
- l'impostazione dell'LNA in ingresso di cui è dotata la radio;
- delle ferriti sul cavo USB con cui l'ho connessa al pc. Qui occorre dire che non ho provato con lo stick inserito direttamente sul calcolatore perché il cavo d'antenna non ci sarebbe arrivato. Non escludo che il rumore possa aumentare in quel caso.