giovedì 29 novembre 2012

FT817 e Arduino: loopback

Un paio di colleghi radioamatori hanno avuto la cortesia di segnalarmi loro progetti che riutilizzano in parte o si ispirano al codice sviluppato per far colloquiare Arduino e FT817.
Ecco i link:

Il bellissimo transverter per i 70 MHz di Franco, IV3OGT
Come promesso ti comunico che ho finalmente realizzato il controllo
dello Yaesu FT-817 e Transverter 70 MHz partendo da tuo SW.
Ma non mi sono accontentato ed ho realizzato un nuovo assemblaggio del
transverter.
Lo puoi trovare a questo indirizzo:
http://iv3ogt.altervista.org/Homebrew/TRSV70MHZ/page24.html

Anche Gerofl, DG6FL, sta lavorando a un controller
Currently I am doing heavy work on creating an Open Source Arduino FT817 controller. During my webcrawling I came accross your blog ...

Here is a link to my stuff:
In particular I have derived your innovative getPWR and getAnt functions. I am looking forwards to your comments / suggestions :D

E' bello vedere le idee ricircolare ed arricchirsi.

domenica 11 novembre 2012

Panadapter sullo Yaesu FT950

Finalmente ho messo in pratica qualcosa che avevo in animo da parecchio, ma per cui non avevo mai trovato il tempo.

Lo Yaesu FT950 ha la predisposizione di fabbrica al prelievo della 1a IF a 69,45 MHz, per l'utilizzo con la (costosissima) DMU2000. Come alternativa esistono in commercio un paio di kit fatti apposta, ma una "chiavetta" SDR con copertura VHF come il FunCube Dongle o le economicissime chiavette DVB-T/DAB andrà benissimo.

Per un lavoro reversibile è sufficiente uno spezzone di RG174 o altro coassiale di piccolo diametro intestato TMP da collegare alla scheda madre e far uscire dalle feritoie di raffreddamento posteriori. Maggiori dettagli tecnici in questa discussone su ARI Fidenza. Operativamente occorre rimuovere tutte le viti dal coperchio inferiore ad esclusione di quelle che fissano i piedini della radio. Sollevato il coperchio, avendo il pannello posteriore della radio verso di voi, il connettore che ci interessa si trova nell'area in alto a destra, in corrispondenza di quello centrale di tre coperchietti metallici.

La presa è marcata "SCOPE", quindi c'è poco da sbagliare.

Il cavetto presente, che termina la presa su una resistenza di carico, si può disconnettere, far passare sotto il cavo piatto bianco, attraverso la gola nella pressofusione e parcheggiare nel vano vuoto dedicato alle schede opzionali. La terminazione della presa quando inutilizzata difficilmente è casuale e probabilmente è opportuno tenerci una terminazione resistiva (es. "tappo" delle vecchie reti ethernet in coassiale) se non si usa.
Piegando il capo libero del RG174 a 90°, con un minimo di attenzione si può far passare dal foro verso il lato superiore della radio che si trova vicino ai connettori per i uTune e da lì verso le fessure di aerazione sul retro.
A quel punto si richiude tutto e salda un connettore a scelta sul codino che esce dalla radio.


lunedì 1 ottobre 2012

Turismo col naso all'insù


Tutti quelli col nostro hobby sbirciano abitualmente le cime dei tetti alla ricerca di splendide sculture metalliche.
Barcellona si e rivelata piuttosto ricca da questo punto di vista.
Talvolta se ne ricavano anche spunti per l'installazione: per esempio questo per un dipolo ove la base non aveva una dimensione sufficiente.


martedì 28 agosto 2012

La stazione spaziale in packet 144 MHz

Da alcuni giorni la ISS è tornata a trasmettere in packet/APRS a 145.825.
A differenza di quanto accadeva in uhf, i segnali sono ottimi ed ho potuto decodificare molti pacchetti anche con il solo palmare (Kenwood TH D72) su passaggi che arrivavano al massimo a 15° di elevazione.
Transitarci è più difficile: il traffico è intenso e con antenna omnidirezionale / 50w, ma senza correzione doppler, non più del 10% dei miei pacchetti ha avuto successo.
Spesso scherzo con l'amico Giorgio IZ2XBZ dicendo che i miei progetti hanno qualche anno di maturazione: lo scambio di messaggi con lui via ISS ne ha dato la prova, visto che era il Giugno 2010 quando mi sono ripromesso di provarci un giorno o l'altro.

mercoledì 8 agosto 2012

Aggiungere un commutatore d'antenna all'accordatore remoto

L'ultima iterazione del mio sistema d'antenna per le HF è costituito da una direttiva bibanda per 50 e 70 MHz e un dipolo rotativo non risonante per le altre bande, accordato direttamente al palo da un MFJ927.

 
Quando, come nel mio caso, si disponga di una seconda antenna che non necessita dell'intervento dell'accordatore, si può facilmente modificare l'MFJ927 per fungere anche da commutatore remoto.

Un relé a 12V, un interruttore, un connettore SO239 e qualche pezzo di filo sono tutto il necessario, con una spesa che non arriva ai €10.

L'antenna tuner riceve l'alimentazione attraverso il cavo coassiale di discesa verso la ricetrasmittente grazie al "bias tee" parte della confezione e analoga circuiteria all'interno dell'accordatore.

E' sufficiente, sul corpo dell'accordatore:
- praticare un nuovo foro nel pannello metallico su cui montare il SO239;
- interrompere la linea RF dopo i condensatori di blocco e farla passare attraverso gli scambi del relé, in modo che il contatto normalmente chiuso porti al nuovo connettore mentre quello normalmente aperto continui la sua via come prima, verso il circuito d'accordo;
- interrompere la linea di corrente continua dopo l'induttanza di blocco, inserendo il relé in serie all'alimentazione dell'accordatore.
L'interruttore invece andrà montato sullo scatolino che, in stazione, inietta i 12V sul cavo di discesa, direttamente dopo il connettore d'alimentazione.

Quindi senza alimentazione all'accordatore il segnale verrà inviato direttamente al nuovo connettore e quindi ad alimentare l'antenna che non necessiti di adattamento.
Fornendo i 12V al circuito attiviamo l'accordatore e mettiamo in linea la catena originale.
Crepi l'avarizia, un led (e relativa resistenza di caduta per i 12V) possono aiutarci a verificare immediatamente quale delle due antenne sia selezionata.

lunedì 30 luglio 2012

Aggiungere transponder a GPredict

Gpredict, l'ottimo software Linux per previsione dei passaggi di satelliti, è in grado di aggiornare automaticamente i TLE, ma nel caso di nuovi satelliti in orbita o di modifica alle frequenze in uso occorre fornirgli le informazioni del caso.

L'operazione è molto semplice: per ogni oggetto dei TLE cui corrispondano delle frequenze note o utili occorre un file nella propria cartella:
./config/Gpredict/trsp
ogni file ha per nome il proprio numero di riferimento e suffisso .trsp

Per esempio la ISS ha come numero di oggetto 25544 e questo è il contenuto di 25544.trsp:

[Mode V/V AFSK Packet]
UP_LOW=145990000
DOWN_LOW=145800000
MODE=AFSK 1200 bps

[Mode V/U FM Voice]
UP_LOW=145800000
DOWN_LOW=437800000
MODE=FM

[Mode V APRS]
UP_LOW=145825000
DOWN_LOW=145825000
MODE=FM 1200 bps

[Mode U APRS]
UP_LOW=437550000
DOWN_LOW=437550000
MODE=FM 1200 bps
...

L'ultima sezione è quella che ho aggiunto quando il nodo APRS della ISS è stato spostato in UHF.

Qualora si debba creare il file per un nuovo oggetto è sufficiente scriverlo da zero con un editor di testo oppure modificare la copia di uno esistente.

Questo per esempio è il contenuto di 38736.trsp creato oggi per il nuovo satellite RS40:

[data1]
DOWN_LOW = 435265000

[data2]
DOWN_LOW = 435365000

martedì 24 luglio 2012

L'elusiva ISS in APRS/UHF

Leggendo una discussione su ARI Fidenza  mi era presa una mezza idea di provare a mettere assieme un nodo cluster per le v/uhf con gateway verso la chat di ON4KST, sulla falsariga di quanto dovrebbe offrire l'ARI di Modena.  Magari basando tutto su un Raspberry-PI, ma per quello ci vorrà ancora un pochino.

Le mie esperienze con il packet risalgono agli albori di questo sistema di trasmissione, a metà degli anni '80, quando con alcuni amici realizzammo i primi nodi del savonese con i tnc che I3CTW (sk) clonava dalle realizzazioni del TAPR. Poi i miei interessi presero altre direzioni ma da qualche lettura occasionale sapevo come il sistema raggiunse notevole iffusione fino al cambio di secolo, con reti in tecnologia TCP-IP interconnessa ad internet, cluster, email gateway e chi più ne ha più ne metta. In seguito la disponibilità di accessi ad internet con tariffa flat, anche da mobile, ne ha segnato un rapido declino.

Oggi è difficile si ascolti qualcosa più dell'APRS,  cui non avevo mai dedicato eccessivi pensieri perché, nella mia percezione, vagamente onanistico (a che pro trasmettere a tutto il mondo la propria posizione in tempo reale?). Unica eccezione il packet dalla ISS, che mi ero ripromesso di approfondire
Combinazione, negli stessi giorni leggo un post che ne annuncia un cambio di frequenze per motivi che ricordano quelli che affliggono anche i nostri impianti.

Un vero segno del destino: dovevo attivarmi per il packet con la ISS!

Il primo passaggio è stato configurare il software per l'impiego con la scheda audio, funzionalità presente nelle distribuzioni Linux da parecchi anni. 
Nel mondo del pinguino la documentazione spesso è obsoleta e frammentaria, ma in questo caso c'è anche l'aggravante che quasi tutto il materiale è vecchio di dieci anni. Per esempio soundmodem collabora senza problemi impostato come modem "KISS" seriale, ma si comporta in modo strano (tx continua) se impostato come dispositivo di rete. Sarà un problema della distribuzione? O forse qualche passaggio ovvio ai tempi delle reti packet TCP/IP ma che oggi non si trova negli annali?
In un modo o nell'altro soundmodem e Xastir si sono lasciati configurare abbastanza in fretta e anche cavi e interfacce varie pc<>radio erano solo a qualche saldatura di distanza. Nota a margine: sfruttandola per il PTT, credo di aver potuto usare la porta parallela del pc per la prima volta in forse 15 anni, ovvero da quando le stampanti sono migrate alla connettività USB.

La ricezione del packet dalla ISS in 144 era banale: bastava lasciare la radio accesa e prima o poi si catturava qualcosa. I test in UHF non sono stati altrettanto positivi, con interi giorni di monitoraggio senza alcuna decodifica.

Perché?
Le ragioni possono essere diverse e una nota di WA4APR "himself" ne evidenzia alcune.
Concentrandomi sulle parti ove posso intervenire:
  • minore efficienza del sistema d'antenna.
    Ho tentato gli ascolti con la solita collineare però il cavo in 430 manifesta perdite quasi doppie rispetto ai 144. Non me ne sono mai preoccupato troppo perché installata per il traffico locale, ma  in effetti vedere l'AirCell7 commercializzato come "utilizzabile fino a 3 GHz" quando presenta perdite in UHF non troppo distanti dall'RG213 (14,1 vs 15,8 dB/100m) suona un po' fasullo.
    Il sistema d'antenna per i satelliti non è ancora del tutto operativo, quindi posso contare solo su puntamento azimutale e manuale ma direttiva e preampli dovrebbero dare una mano.
  •  l'effetto doppler.
    In altre parole, se per i 144 Bob dice:
    "The ISS has over 6 KHz of Doppler during the pass.
    1) On the ground, the best deviation for the best performance will just fill the passband with signal
    2) This same signal cannot tolerate any frequency offsets or the signal distorts as it goes out of the passband.
    3) From ISS, the signal is out of the center 2 Khz of your pass band 90% of the TIME!
    4) Modern rigs have very tight filters.  Good for ground, Bad for Space."

    In 432, essendo funzione della frequenza, lo scostamento sarà 3 volte maggiore.
    Anche qui viene incontro quanto implementato finora per iniziare l'attività satelliti e GPredict sintonizza la radio durante i sorvoli, dopo gli usuali scazzi con le porte seriali.
Anche in questo modo il successo è stato limitato a pochissimi pacchetti ma ho qualche dubbio sulla reale operatività della stazione nelle ultime ore, visto che al momento ariss.net  riporta solo pacchetti vecchi di oltre due giorni.

Prossimi filoni d'indagine e -magari- miglioramento:
  1. impiego di un vero TNC invece della scheda audio
  2. verifica scostamento in frequenza delle radio... che in effetti in UHF/ssb mi è già capitato di nutrire dubbi sulla stabilità
continua...